«Vide e credette»
(Gv 20,1-9)
1Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. 2Corse allora e andò da Simon Pietro e dall’altro discepolo, quello che Gesù amava, e disse loro: «Hanno portato via il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». 3Pietro allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. 4Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse per primo al sepolcro. 5Si chinò, vide i teli posati là, ma non entrò. 6Giunse intanto anche Simon Pietro, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i teli posati là, 7e il sudario – che era stato sul suo capo – non posato là con i teli, ma avvolto in un luogo a parte. 8Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. 9Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva risorgere dai morti.
Maria di Magdala si recò al sepolcro al mattino presto, quando era ancora buio. La precisazione dell’orario ci fa intuire che “le tenebre” ancora non si erano diradate per lei. Infatti, l’unica scoperta che Maria farà, sarà quella della pietra che è stata tolta dal sepolcro. L’incontro con la luce del Risorto avverrà più tardi.
L’evangelista conferisce un taglio particolare al suo racconto della resurrezione con alcuni dettagli degni di nota. In 19,38-42 si parla della sepoltura di Gesù, compiuta con una certa solennità e senza badare a spese: trenta chili di mirra e aloe sono stati usati. Se consideriamo che trecento grammi di profumo prezioso valevano trecento denari, cioè il salario di un anno di lavoro (Gv 12, 5), possiamo dedurre che Nicodemo fu regale nella sua liberalità. Infatti, per lo scrittore del quarto vangelo, non dobbiamo dimenticarlo, Gesù è Re, e la sua crocifissione e morte equivale all’intronizzazione regale, il suo innalzamento sulla croce alla glorificazione (Gv 18,33-19,1-5.14-15.19-22). Ma c’è ancora un altro particolare interessante. Solo Giovanni parla del “giardino” nel quale viene deposto Gesù in un sepolcro “nuovo” (19,41). Ancora poi precisa che Maria si reca al sepolcro nel primo giorno della settimana (20,1). Sta iniziando un nuovo giorno, una nuova creazione, una nuova era. È stata creata la domenica, il giorno del Signore.
Dunque, Maria sta uscendo dalla tenebra, ma ancora non è giunta alla fede. Il suo amore per Gesù l’ha spinta a recarsi nell’ultimo posto dove lo aveva lasciato. E trova qualcosa di strano: la pietra era stata tolta. Non comincia a credere, ma assume un atteggiamento che comunque denota un cambiamento: si mette a correre. Il suo dolore non la appesantisce più. Possiamo legittimamente supporre che sia arrivata lentamente, con il cuore gonfio e gli occhi colmi di lacrime. Ma ora si accorge di qualcosa di nuovo. E lo interpreta pure, realisticamente: “Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove lo hanno posto!”. È stata privata due volte dell’Amato, da vivo e ora anche da morto.
Corre da Pietro che si trova insieme con “l’altro discepolo, quello che Gesù amava”. C’è un tratto in comune tra quest’ultimo e la Maddalena: lui appare in scena all’inizio dell’Ora di Gesù (13,1.23) e lei al culmine della stessa Ora, ai piedi della croce (19,25). Assurgono ambedue a simbolo del discepolo fedele che sta sempre con Gesù, secondo quanto Lui aveva detto: “Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo” (12,26).
Pietro e il giovane discepolo corrono insieme verso il sepolcro. C’è un gran movimento intorno al sepolcro. Perché è vuoto! Prima la morte sembrava aver fermato tutto. I discepoli avevano messo una pietra tombale sopra le loro speranze. I nemici di Gesù pensavano sepolte con lui le loro paure. Tutto si era fermato. Ma la pietra è stata tolta! E tutto ricomincia a muoversi, a cominciare da Maria. Segue, a ruota, il discepolo amato e, forse un po’ più faticosamente, Pietro. Lui aveva perso Gesù due volte: perché era morto e perché lui personalmente lo aveva tradito.
Il discepolo più veloce arriva prima, ma attende il più lento. Ambedue vedono la stessa situazione all’interno del sepolcro. Ma l’effetto della visione è diverso. I teli e il sudario sono posizionati in modo strano. Se il corpo di Gesù fosse stato trafugato, i malviventi non avrebbero certo lasciato tutto in ordine! Avrebbero usato la sindone per trasportare il cadavere. Oppure questa e il sudario se ne starebbero da qualche parte stropicciate. Invece no. È tutto in ordine. Tutto è in pace: “Dio non è un Dio di disordine, ma di pace” (1Cor 14,33). Simon Pietro entra e osserva attentamente. L’altro discepolo, più veloce, giunge per primo anche in questo: “Vide e credette”. Per primo crede, nel senso forte che Giovanni dà a questo verbo nel suo vangelo: crede nell’opera che il Padre ha compiuto in Gesù, crede che il suo corpo è stato liberato dalle bende della sepoltura, dai lacci della morte. Il sudario, arrotolato e messo da parte, non nasconde più il volto glorioso di Cristo. Nel cuore del discepolo amato comincia a penetrare la Luce della risurrezione.
