MICHELA MURGIA E LE SUE OPERE
MICHELA MURGIA E LE SUE OPERE

MICHELA MURGIA E LE SUE OPERE

Michela Murgia (Cabras 1972 – Roma 2023)
Intellettuale di formazione cattolica, attivista, scrittrice, la sua libera voce inquieta e coraggiosa ha ispirato e influenzato il dibattito su controversi temi sociali e umani del presente e del futuro.
Nel Circolo letterario “Gli amici del libro”, lunedì 29 gennaio, Dario ne ha presentato la vita, le opere ed i messaggi in esse contenuti: la sua visione libertaria della vita, il femminismo e la parità di genere, la sua “sete” di diritti e verità, la “figliolanza d’animo”, la famiglia queer, l’omogenitorialità, l’eutanasia, la religione e la spiritualità, il suo rapporto con la malattia e la morte.
Attraverso la sintesi di sei delle sue opere scritte dal 2009 al 2023 ( “Accabadora”, “Ave Mary”, “Chirù”, “Istruzioni per diventare fascisti”, “Morgana”, “Tre ciotole”) e di quella postuma del 2024 (“Dare la vita”) abbiamo percorso il suo cammino letterario e umano espresso con onestà intellettuale e un linguaggio senza mezzi termini. Amava scrivere saggi pur essendo nata con la narrativa. Riteneva la narrativa “una scrittura faticosa perché attinge direttamente all’esperienza”. Al romanzo preferiva il racconto “che mi ha permesso di
spostare continuamente lo sguardo”.

Dettando il suo pensiero negli ultimi suoi giorni di vita ad uno dei suoi “figli d’anima”, Michela Murgia chiede “perdono e pazienza” e raccomanda di darle torto se qualcosa non torna, di dibattere, di coltivare il dubbio “per sognare orizzonti anche più ambiziosi di quelli che riesco a immaginare io”.
Alla fine dell’articolata presentazione di Dario ci ha colpito il messaggio privato rivolto a lei dal cardinale Matteo Zuppi, con cui la scrittrice da tempo aveva un dialogo personale su temi religiosi. Tale messaggio è stato letto dal rettore della chiesa degli artisti in apertura dei suoi funerali.
Lo riportiamo:
Affidiamo a Dio Michela. Il libro della sua vita non è finito e le sue pagine continuano a essere scritte con lettere di amore in quella lingua universale dello Spirito che rivela la grandezza di ogni persona e l’eterno che è nascosto in tutti noi. Ed è un libro che Michela
ha scritto con passione ed esigente ricerca di assoluto, vissuta per davvero non per compiacimento di sé o perché aveva tempo da perdere. Non lo aveva e non lo ha avuto tempo da perdere. “Ti ho pensato tanto in questi giorni delicati, pregando per la tua missione di pace e ringraziando che in questo tempo difficile cercate strade possibili per salvare vite. Prego per te e per chi anche stanotte avrà paura in un rifugio, con i suoi bambini. Fai il meglio che sai”. Così mi aveva scritto ancora pochi giorni fa sostenendo la missione di pace. E come risposta alla mia domanda sulla sua condizione aggiunse: “La qualità di vita è alta, non ho dolori e sono amata. Il resto è il lavoro del sorcio: rosicchiare ogni giorno un giorno in più”. Mi aveva colpito che si preoccupava degli altri in un momento così difficile per lei. Ma questo è il segreto dell’amore, che poi è il segreto di Dio. E Dio è libertà proprio perché ama e vuole
essere amato non da servi, ma da amici, perché l’amore vero unisce, genera legami strettissimi possibili solo se è libero, gratuito.
Anche quando non eravamo d’accordo Michela con la sua ricerca appassionata ci aiutava a trovare i veri motivi e a non essere scontati né supponenti. Oggi mi e ci sembra impossibile che tanta forza di vita, più forte di quella malattia che era sua (hai ragione, Michela, la fragilità è nostra, sempre dentro di noi, non è un alieno che ci ruba il benessere) sia finita. Michela alla fine, che è il suo inizio, “capirà” pienamente quello che cercava con tutta se stessa e troverà tutte le risposte. Certamente discuterà su qualcosa ma nell’amore pieno, senza riserve, senza paura. Capirà quello che Gesù ci insegna a vivere sulla terra, cioè ad amarci senza ideologia ma nel comandamento del suo amore, cominciando dai suoi fratelli più piccoli, i poveri, le vittime, i soli. Capirà che è proprio vero che “sarà una comunione continua, senza intervalli” e vivrà il passaggio dal “non ancora” al “già”. In pace. Michela, continua a pregare per noi.

Orietta

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