Non abbiate paura!
(Mt 10,26-33)
26Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. 27Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze. 28E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo. 29Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. 30Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. 31Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri! 32Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.
Poco prima, Gesù aveva detto che i suoi inviati (apostoli) erano portatori di pace (Mt 10,13). Sembra strano che qualcuno possa rifiutare la pace di Cristo, eppure succede anche ai nostri giorni: sembra che gli uomini siamo più portati per i litigi e per farsi la guerra. Gesù lo sapeva e lo aveva detto duemila anni fa: «Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe» (Mt 10,16). Allora come oggi non è facile essere cristiani annunciatori della lieta novella della pace!
Chi segue Gesù, deve essere consapevole che molto probabilmente andrà incontro a persecuzioni. Il cristiano deve essere pronto anche a sostenere il martirio con grande coraggio, intrepidezza e fedeltà: «Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima». Il martirio uccide il corpo, ma fa vivere l’anima. Invece il peccato uccide l’anima.
Geremia nella prima lettura dice chiaramente perché non dobbiamo avere mai paura: «Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori vacilleranno e non potranno prevalere; arrossiranno perché non avranno successo…» (Ger 20,11). I martiri hanno il coraggio di subire anche la morte con un animo da vincitori: sanno che la morte del corpo è un’occasione per la vittoria divina, perché il Signore è sempre al nostro fianco come un prode valoroso. Anche se le Sue strategie vincenti sono state oltremodo spiazzanti.Infatti la morte di Gesù è stata l’occasione della più grande vittoria divina di tutta la storia, perché Egli, affrontando con amore la sua morte, l’ha vinta e ne ha capovolto il senso: invece di essere un evento di rottura e di sconfitta, la morte, grazie alla forza dell’amore, è diventata l’occasione per fondare la nuova alleanza. Nell’Eucarestia celebriamo la fondazione di questa nuova alleanza nella morte di Gesù: «Questo è il mio sangue dell’alleanza, che è versato per la moltitudine per il perdono dei peccati» (Mt 26,28). La morte di Gesù è quindi una vittoria sulla morte, che poi si manifesta completamente con la sua resurrezione (Rm 6,9). I martiri affrontano la morte con la consapevolezza di partecipare alla passione di Gesù, per aver parte anche alla sua resurrezione.
Gesù ci indica un’altra paura, sana, questa volta: «Abbiate paura piuttosto di Colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo». Ci fa vincere la paura degli uomini, dei persecutori, che uccidono il corpo, con il timore di Dio, che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna. Il timore di Dio è il senso profondo della sua maestà e santità che dà forza ai martiri. Forse noi oggi dobbiamo recuperarlo un po’, perché è una grande forza contro tutte le tentazioni. Il timore di Dio è la consapevolezza che Egli è grande e santo, che non accetta nessuna infedeltà e vigliaccheria da parte nostra. Non dobbiamo far perire la nostra anima a nessun prezzo, non dobbiamo rompere la nostra relazione filiale con Dio e la nostra relazione fraterna con Cristo. Il legame con Gesù (e dunque con il Padre) va difeso con grande coraggio. Abbiamo fiducia in Lui che ci conosce in profondità e si prende cura di ognuno di noi, ci ama profondamente, tanto da riempirci con la sua forza: lo Spirito Santo, che ci sosterrà in ogni tribolazione e in ogni prova.
