VI DOMENICA DI PASQUA anno A
VI DOMENICA DI PASQUA anno A

VI DOMENICA DI PASQUA anno A

Amiamo Gesù?

(Gv 14,15-21)

15Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; 16e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, 17lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi. 18Non vi lascerò orfani: verrò da voi. 19Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. 20In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi. 21Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».

“Se mi amate osserverete i miei comandamenti”: i discepoli di Gesù, stando continuamente con Lui, avevano imparato ad amarlo. Marito e moglie si amano, perché stanno insieme per anni. Chissà perché si pensa di poter amare Gesù senza stare insieme con Lui! Nel rapporto con Gesù non possiamo prescindere dall’amore.Il rapporto con Lui non può essere solo cerebrale, per questo è necessario passarci del tempo insieme. Già il Dio dell’AT si era distinto dalle altre divinità pagane per aver manifestato a Israele il suo amore e il suo desiderio di essere ricambiato. Presso gli altri popoli si credeva che le divinità volessero dagli uomini solo un rapporto di sudditanza e di schiavitù. Invece il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe si era distinto per essersi rivelato come Dio di amore: “Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli – siete infatti il più piccolo di tutti i popoli -, ma perché il Signore vi ama” (Dt 7,7-8). Notiamo che Gesù non ordina semplicemente di osservare i suoi comandamenti. Ma pone una condizione che è anche una causa: “Se mi amate…”. Non osservare i Suoi comandamenti se non lo ami! Saresti un fariseo. D’altra parte, se lo ami, non puoi fregiarti solo di avere dei sentimenti positivi e di ammirazione verso di Lui, ma deve vedersi il tuo amore nel fatto che tu ascolti la sua Parola e la metti in pratica. Non dimentichiamo che Gesù, molto sinteticamente, aveva riassunto tutti i suoi comandamenti in uno unico, ma non per questo meno impegnativo: “Come io vi ho amati, così amatevi anche voi reciprocamente” (13,34).L’esortazione ad amare Dio era continua nel Deuteronomio, seguita dall’imperativo di osservare i comandamenti (cfr. ad esempio Dt 5,32.6,1.4-6). Anche in questo si manifesta la novità assoluta di Gesù: Egli con tutta naturalezzasi mette al posto di Dio richiedendo l’amore dei suoi e pone le sue parole al posto dell’Antica Legge: “Amate me e osservate i miei comandamenti”.

Io pregherò il Padre”: Gesù non promette il possesso di una terra come ricompensa per l’amore dei suoi discepoli (cfr. Dt 5,32-33; 8,1), né semplicemente tutte le benedizioni materiali che sono ad essa legate (Dt 28,1-14). Ma parla della sua intercessione continua presso il Padre in favorenostro. Se noi amiamo Gesù e mettiamo in pratica il suo comandamento nuovo, Lui pregherà sempre per noi. Starà come nostro rappresentante davanti al Padre. Impedirà al Padre di dimenticarsi di noi: “Cristo Gesù che è morto, anzi che è risuscitato, sta alla destra di Dio e intercede per noi” (Rm8,31-34). L’intercessione di Gesù ha un’efficacia immediata: il Padre ci donerà il Paraclito Anticamente era chiamata così la persona che, chiamata in aiuto da chi era convocato in giudizio, si alzava spontaneamente di mezzo agli astanti per difendere l’imputato e preservarlo dalla condanna (cfr. Dan 13,45). Usando questo termine, Paraclito, per sé stesso nel presente e per lo Spirito Santo dopo la sua ascensione al cielo, Gesù paragona la situazione umana a un giudizio in tribunale. La salvezza consiste nel suo ergersi in difesa dell’uomo e nel liberarlo dalla morte. Il tribunale è “il mondo”, sono “le tenebre” che resistono, ostacolano, vogliono impedire e annientare la manifestazione salvifica del Figlio di Dio (Gv 1,5.10). Il Paraclito, che il Padre donerà grazie all’intercessione di Gesù, è “un altro”non nel senso di uno completamente diverso, ma uno dello stesso genere, che continuerà l’opera del Primo. Lo Spirito Santo prolungherà efficacemente l’azione di rivelazione e di protezione di Gesù nei confronti dei suoi “per sempre”. È lo Spirito della verità. Poco più sopra Gesù aveva definito sé stesso come “la Verità”, cioè il luogo della rivelazione piena di Dio (14,6). Lo Spirito Santo viene ulteriormente specificato, per così dire, nel suo contenuto: Egli non porterà una nuova rivelazione di Dio, ma espliciterà quella unica e piena che si è realizzata in Gesù. Lo Spirito Santo è lo Spirito di Gesù, lo Spirito di Dio che si è fermato per “rimanere” in Gesù (1,33) e che ora viene dato ai discepoli e solo a loro. Il “mondo”, infatti è accecato riguardo alle cose dello spirito; è caratterizzato dall’incredulità che si traduce nella non accoglienza di Gesù. I discepoli, invece, che hanno creduto in Lui, riceveranno un approfondimento intimo della sua Presenza: la loro interiorità sarà impregnata di Spirito Santo, di Spirito di Verità. I credenti in Gesù sono resi permeabili dalla loro fede: hanno visto e accolto Gesù; perciò, sono abilitati a diventare dimora stabile del suo Spirito. Quando Gesù scomparirà fisicamente dalla terra essi lo cercheranno e lo ritroveranno ancora vivo nei loro cuori (“Non vi lascerò orfani”).

“In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi”. Il giornodel Signoreera annunciato dai profeti come il tempo tremendo dell’intervento finale di Dio (Is 13,9), caratterizzato da paura e angoscia (Sof 1,15), da tenebra e caligine (Gl 2,2). Gesù, invece, chiama così il tempo della sua glorificazione, il giorno in cui si realizza il sogno di Dio: avere con ogni uomo un’intimità familiare, matrimoniale e filiale. È il giorno in cui, dopo il tempo della separazione, Gesù attua la riconciliazione piena e senza ombre (Rm 5,11). “In quel giorno” il Padre stringerà Gesù, e tutti noi in Lui, in un unico indissolubile abbraccio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *