8 novembre 2026
Mt 25,1-13
VEGLIATE, PERCHE’ NON SAPETE NÉ IL GIORNO, NÈ L’ORA!
Gesù racconta questa parabola ai suoi discepoli che sono curiosi di sapere quando si sarebbe verificata la fine del mondo (Mt 24,3). Le sue risposte non sono mai banali e raggiungono sempre l’obiettivo di coinvolgere e di far riflettere, anche in questo caso.
Lo spunto è dato dall’usanza palestinese di allestire un corteo che accompagna lo sposo e la sposa al luogo dei festeggiamenti. Ma ben presto il racconto prende un’altra piega dai risvolti drammatici.
Gesù inizia paragonando il regno dei cieli che verrà a dieci vergini che hanno un compito speciale: attendere la venuta dello sposo e illuminare la festa con le loro lampade. Le vergini sono adolescenti, contrassegnate dalla freschezza del loro essere giovani proiettate verso un futuro felice. Anche in italiano il termine ‘vergine’ deriva da ‘verde’ e ci fa pensare a qualcosa di tenero e fresco come le foglioline nuove delle piante che spuntano in primavera. Dunque, il cristiano è colui che è sempre giovane, come un germoglio. E non perde mai il suo entusiasmo, neanche se sa che si avvicina la fine del mondo, o, comunque, sta arrivando Gesù; perché si sente chiamato a una festa nuziale, non a un funerale.
Ma le dieci adolescenti sono caratterizzate da due diverse connotazioni che ci richiamano alla serietà del momento: cinque sono sagge e cinque stolte. La saggezza è l’assennatezza, il sapersi comportare nel modo giusto al momento giusto. Implica l’idea della consapevolezza, della capacità di saper rispondere alla situazione. La stoltezza in questo caso non è da intendere come malvagità o cattiveria, ma come spensieratezza, leggerezza, il non saper cogliere l’importanza del momento presente. Nel vangelo di Matteo è saggio l’uomo che costruisce la sua casa sulla roccia; cioè colui che non si limita a una religiosità di superficie, ma ascolta la parola di Dio e la mette in pratica attentamente. Lo stolto, invece, pur ascoltando non traduce poi nella vita la volontà di Dio rivelata da Gesù (Mt 7,21-27). Nella nostra parabola, la saggezza corrisponde all’essere pronti per poter incontrare il Signore e partecipare alle nozze.
La saggezza e la stoltezza si traducono nell’immagine della riserva di olio: tutte avevano le lampade e l’olio necessario per accenderle e tenerle accese, ma solo le sagge non trascurano di averne una piccola riserva. Queste ultime hanno qualcosa in più delle altre.
Succede l’imprevisto: lo sposo tarda a venire. Non è puntuale. Tipico di Dio: ci sorprende sempre. O arriva in anticipo o arriva in ritardo. Non sembra tener d’occhio il calendario, né l’orologio. Ma solo la bussola. Infatti, Gesù concluderà la parabola dicendo: “Vegliate, perché non sapete né il giorno, né l’ora”. Non ci rivela il quando, ma il come. Ci mette in mano la bussola (la Bibbia) che ci indica verso dove dirigerci e come dobbiamo viaggiare.
Quando arriva lo sposo, in piena notte, sorprende tutti e mette allo scoperto le nostre carenze. Le vergini stolte si rendono conto che le loro lampade si stanno spegnendo e comincia la ricerca affannosa dell’olio. Le sagge invece “sono pronte” ed entrano con lo sposo alle nozze. La loro saggezza, la loro prontezza, significata dall’olio in più, non possono essere condivise.
Non basta appartenere alla schiera dei cristiani, dunque, per essere pronti ad accogliere lo Sposo che arriva e per poter entrare con Lui alle nozze. Che cos’è questo di più così essenziale che non si può condividere e che sigilla le vergini sagge rendendole degne? Azzardo un accostamento: nella parabola del banchetto era l’abito nuziale, la gioia offerta dal Re, che rendeva degni, adeguati alla circostanza (Mt 22,11-12). Anche in questo caso il di più che distingue un cristiano da un altro potrebbe essere l’olio corroborante della gioia. Il cristiano ama, prega, soffre, lavora, come tutti gli altri. Ma se lo fa volentieri, con la serenità tranquilla e pacifica che gli viene dalla fiduciosa attesa di Colui che viene ed è sempre presente, allora il suo volto brilla, perché la lampada del suo cuore è sempre accesa: l’olio di letizia fa splendere il suo volto (Sal 45,8).
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